sabato 29 dicembre 2018



Per quest’ultimo post dell’anno qualcosa di augurale. Uno dei gruppi che adoravo a diciott’anni erano gli Weezer. E tra le tante canzoni del “Blue album”, una delle più elettrizzanti era certamente “In the garage”. E l’augurio è proprio questo, anche per il 2019: che ognuno continui a trovare il proprio garage, il proprio laboratorio, la propria stanzetta dove portare avanti i propri progetti creativi e a cantare la propria canzone, che magari oggi non piace a nessuno ma domani…domani chissà…
Qui una versione live della canzone, con gli Weezer giovanissimi.
“In the garage
I feel safe
No one cares about my ways
In the garage
Where I belong
No one hears me sing this song”
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venerdì 21 dicembre 2018

Il 2019 si annuncia con un bellissimo regalo: una nuova pubblicazione. Ne sarò autore insieme a uno degli illustratori italiani che apprezzo maggiormente,Victor Cavazzoni. Uscirà per una delle case editrici più raffinate e coerenti, Edizioni Clichyhttps://www.facebook.com/edizioni.clichy/
Vedrà la luce nella seconda parte dell’anno e sarà un libro prezioso che parlerà di molti altri libri (perora non sveliamo altro). Sono felicissimo della novità e ringrazio i compagni di viaggio di questa avventura. Dato che io e Victor non abbiamo ancora una foto assieme, accontentatevi al momento di questa composizione, apparentemente molto ufficiale, dove in realtà i veri protagonisti sono sempre loro: i libri.

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venerdì 14 dicembre 2018

Pedro Guerra è il cantautore spagnolo che più amo. E tra le sue canzoni, una delle più belle è 'Ofrenda', che significa 'offerta'.
Con le sue parole si tratta di 'un'offerta perché ritorni ciò che non c'è più. Possono tornare le persone, però questa offerta vuole che tornino anche le cose che non sono più quello che erano, atteggiamenti e valori perduti, il mondo alla portata di tutti'.
Tutta da scoprire è questa bellissima offerta. Una ofrenda para que vuelvas.

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domenica 9 dicembre 2018


Ricordavo di averlo sentito raccontare a Vinicio Capossela al Fuori Orario, nel 2007 mentre presentava la canzone.

https://www.youtube.com/watch?v=wx44rJvd7VY

L'ho ritrovato ora, in un articolo di allora. 

"Ovunque proteggi" è nata come sola musica che doveva essere inserita ne “Il ballo di San Vito” del 1996, ma non erano arrivate le parole adatte. "Quella musica aveva qualcosa di sacro se per sacro intendo ciò che mi è caro. Quindi l’ho messa da parte, perché pensavo che si meritasse qualcosa di suo. L’ho protetta a mio modo". Adesso il momento è arrivato: sono arrivate le parole, la canzone si è sporta per lasciarsi afferrare dalla scrittura.

Qualcosa di simile a proposito di un suo brano lo ha detto anche Joan Baez, riferendosi a “Speaking of Dreams”.

“Avevo il vantaggio di aver scritto la melodia circa un anno e mezzo prima, e me la strimpellavo al piano ogni volta che mi sentivo dell'umore giusto per suonare il piano. Quindi sapevo che era lì e che un giorno sarebbero arrivate le parole a riscattarla.”

E la suggestione che anche una melodia di pianoforte sia qualcosa da proteggere, in attesa che giungano le parole degne di rimanere lì accanto, mi pare qualcosa di bellissimo.

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sabato 1 dicembre 2018

È entrata nel vivo la quarta edizione di “INsieme – L’unicità e l’inclusione a scuola”, progetto artistico/letterario rivolto alle scuole primarie mantovane. Lo organizza UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) sezione di Mantova. 
Io mi sto preparando per un compito molto impegnativo: quello di giurato. 
Qui tutte le informazioni: https://mantova.uildm.org/e-arrivata-la-quarta-edizione
È una bella iniziativa. È bello sostenerla e promuoverla.


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sabato 24 novembre 2018

Quest’estate ho conosciuto il negozio di dischi più antico del mondo ancora attivo, lo Spillers a Cardiff. Avevo assistito da pochi giorni al concerto di Joan Baez a Verona e così ho comprato una sua raccolta, quella degli anni della Vanguard. E tra i tanti brani, uno che non conoscevo e mi colpisce tantissimo è “Brand New Tennessee Waltz”. Perché l’idea che comunica il titolo è che si possa creare qualcosa di nuovissimo (e attuale e presente e capace di rappresentare ciò che viviamo oggi) a partire dalla materia tradizionale. Sempre lo stesso, sempre diverso, come cantava qualcuno.
https://www.youtube.com/watch?v=5r2vAr4Aj_Y
 



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venerdì 16 novembre 2018

Modo Infoshop compie 15 anni. Una casa di cultura accogliente e aperta, nel centro di Bologna. Un luogo di eventi con un calendario ricchissimo e sempre interessante. Una libreria con un'ottima selezione di editoria indipendente e che offre una tentazione costante: quella di arricchire, ogni volta che si entra, i propri scaffali di casa.
Tra i tanti ricordi delle tre presentazioni che ho realizzato a Modo in questi anni, scelgo una foto riferita all’ultima, quella del 2016. E la ricordo con particolare piacere anche perché è stata anche una vera rimpatriata tra ex-colleghi di Comunicazione.
Qui un bell’articolo che celebra Modo e i suoi 15 anni: https://zero.eu/…/15-anni-di-modo-infoshop-15-anni-di-cult…/ 
¡Que viva Modo!


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Per quest’ultimo post dell’anno qualcosa di augurale. Uno dei gruppi che adoravo a diciott’anni erano gli Weezer. E tra le ...