domenica 3 giugno 2018

“La vita è ciò che accade mentre sei impegnato a fare altri progetti” (Life is what happens to you while you're busy making other plans”) cantava John Lennon in Beautiful Boy (dall’album “Double Fantasy”)
Poche parole mi sono sempre sembrate più esatte. Però la storia di questa citazione è, a quanto pare, complessa. Qui per leggerne una ricostruzione:https://quoteinvestigator.com/2012/05/06/other-plans/

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venerdì 25 maggio 2018

La scrittura come un tempo mitico. Proviamo a descrivere ciò che è successo dentro di noi provocato da qualcosa che è accaduto al di fuori di noi. Ed è mitico perché, in realtà, non è mai successo, nemmeno in noi.
Questo tempo mitico me l'hanno mostrato alcuni degli autori più amati, da Pier Vittorio Tondelli a Roberto Bolaño.
Sicuramente, l'ho potuto mettere a fuoco ascoltando gli Offlaga Disco Pax e i testi di Max Collini. Da poco più di una settimana si è conclusa la mostra fotografica a Bologna (allo Spazio Ono) "Offlaga Disco Pax - Una piccola rivoluzione reggiana". Il libro vale tanto la pena, https://www.produzionidalbasso.com/…/offlagadiscopax-una-p…/
La scrittura come un tempo mitico. Se uno ci pensa, a quel tempo, non ci può credere.
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venerdì 18 maggio 2018

Qualche settimana fa al Piccolo Teatro ho assistito, con un gruppo di amici, allo spettacolo “Copenaghen” di Michael Frayn.
Il dramma ruota attorno all’incontro, realmente avvenuto nel 1941, tra i fisici Niels Bohr e Werner Heisenberg. Quest’ultimo è stato colui che, nel 1927, ha enunciato il celebre “principio di indeterminazione”, che è infatti spesso citato all’interno della pièce.
Ma ciò che volevo raccontare, in realtà, è che anche il principio di indeterminazione ha la sua canzone che lo “racconta” (ha la sua canzone iberoamericana che lo “racconta”). Si chiama “Principio de incertidumbre” dello spagnolo Ismael Serrano.

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sabato 12 maggio 2018

"Tu che sei come un raggio
visto da un abbaino,
un fior spuntato a maggio
tra i sentieri di un giardino
nel cuore di Torino"
(ricordo di quando ero giovane lettore di versi crepuscolari)


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domenica 6 maggio 2018

Regalo di compleanno per Massimiliano Boschini.
Dall’intro del brano a lui dedicato su Mantova Beat & Bit (Sometti, 2014), che ha dato il via a vari progetti e a una vera amicizia.
“Con Max Boschini, fotografo mantovano nato nel 1973, mi sono incontrato in un bar di Via Principe Amedeo in un caldo sabato pomeriggio di marzo 2014. Dopo aver bevuto un caffè, ci siamo trasferiti alla Casa del Mantegna, dove era ancora in corso la mostra “13x18: fotografi(a)Mantova” di cui Boschini è stato curatore. Questa mostra ha permesso di mettere in evidenza tendenze in atto tra i fotografi mantovani, mostrando fotografia di ricerca, reportage, studi accademici, fotografie di paesaggi naturali, urbani o industriali, scatti fine-art, ritratti e astrattismi.
Abbiamo preso due sedie e, nel bel mezzo dell'esposizione, ho raccolto questa intervista: con Max, “uomo delle collaborazioni e dei collettivi” come lui stesso ama definirsi, è nato subito un feeling che si trova riflesso in questa intervista. Il ritratto che esce è quello di un creativo costantemente teso tra il desiderio di rappresentare e dare nuova forma alla terra in cui vive e la necessità di sciacquare il suo sguardo fotografico non solo in Arno ma in tutti i fiumi del mondo”.

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venerdì 27 aprile 2018

Torna in libreria Boris Vian. A settant’anni esatti dalla sua uscita, in una veste tutta nuova è stato ripubblicato “E tutti i mostri saranno uccisi”, come sempre per i tipi di Marcos y Marcos.
Questo autore di culto mostra continuamente facce nascoste. Tra quelle che prediligo, le magnifiche poesie contenute nel volumetto intitolato “Non vorrei crepare”, che contengono versi come questi:
https://www.quotidiano.net/…/marchi/io-non-vorrei-crepare-8…
e che sono davvero troppo poco note in Italia.
Tra i tanti omaggi all’autore francese, anche questa poesia dell’uruguayano Mario Benedetti (la cui lettura mi ha suggerito il titolo per il mio romanzo uscito tre anni fa):
e quello di Vinicio Capossela, che in Morna, celebra “La schiuma dei miei giorni”

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venerdì 20 aprile 2018

Ricorre in questi giorni l’ottantesimo anniversario della scomparsa di Cesar Vallejo, “el poeta universal”, figura centrale e amatissima della poesia latino americana del ventesimo secolo. Avvenne a Parigi il 15 aprile 1938, proprio come nei suoi versi più celebri “Me moriré en París con aguacero (col temporale), un día del cual tengo ya el recuerdo”.
Tra le tante musicalizzazioni dei suoi versi, una canzone su tutte spicca per dilaniante bellezza. Questa splendida “Heces”, dolente e emozionata, la cui musica è stata composta dal cubano Noel Nicola. L’interpretazione è di Susana Baca. Probabilmente, una delle più intense canzone d’amore in lingua spagnola:



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